download
Mario Calabresi, giornalista e scrittore. Per anni corrispondente dagli Stati Uniti, attualmente dirige il quotidiano la Repubblica

Il futuro dei giornali è in pericolo? Se ne discute al Festival internazionale del Giornalismo, in programma a Perugia dal 5 al 9 Aprile. Tra gli ospiti Mario Calabresi, giornalista e direttore del quotidiano italiano la Repubblica, fiducioso sul futuro dei quotidiani cartacei. <<La carta stampata sopravviverà come una delle piattaforme del sistema informativo>>, ne è convinto Calabresi, che sottolinea la necessità, ben più stringente, di concentrarsi sulle diverse problematiche che affliggono l’intero mondo dell’informazione. Molti settori dell’editoria dipenderanno infatti dal ruolo critico della stampa: compito del giornalismo e, in modo precipuo, della carta stampata, sarà (ri)stabilire un nuovo rapporto con il lettore, facendo leva sull’imparzialità e sul rigore. Necessario, sottolinea l’ex direttore de La Stampa, richiamarsi alle <<regole alla base dell’etica giornalistica>>, bussola per i professionisti dell’informazione e garanzia di qualità per il pubblico. “Costruire” una buona notizia, tuttavia, risulta sempre più difficile, specie con il proliferare incontrollato delle fake news e con la tempestiva affermazione tra l’opinione pubblica di “verità alternative”. Il giornalista deve dunque effettuare un <<controllo preventivo dei fatti>>, rispettando i criteri di <<credibilità e attendibilità>>. Il mondo delle news è cambiato tanto quanto il contesto che si trova a raccontare: difronte ad un presente mutevole, precisione e responsabilità sono le chiavi d’accesso per comprendere il futuro, elementi imprescindibili per fare buon giornalismo.

favicon-1500.pngMario Calabresi, cosa significa dirigere un grande quotidiano come la Repubblica?

<<Significa cercare di tenere insieme modi diversi di fare informazione: dal giornale cartaceo al sito web, fino alla gestione delle pagine sui social media dove è possibile pubblicare foto e video, tenendo in dovuta considerazione il formato digitale del quotidiano e dei settimanali>>.

Quali sono nel 2017 gli strumenti a disposizione del giornalista per svolgere in maniera responsabile e rigorosa la sua professione? 

<<Ce ne sono diversi, ad esempio il fact checking: questo è solo uno dei metodi ed oggi riveste un ruolo di fondamentale importanza. Tuttavia, il fact checking non è altro che una riproposizione di quelle che dovrebbero essere sempre le regole alla base dell’etica giornalistica ossia il controllo preventivo dei fatti nonché la garanzia di credibilità e l’attendibilità>>.

download (1)Ritiene che la stampa e, più in generale, il mondo dell’informazione italiano paghi una certa disattenzione verso la politica estera?

<<Non sono d’accordo. Personalmente, vista anche la mia esperienza di corrispondente da New York, ho cercato di rivolgere grande attenzione a ciò che accade nel mondo. Quando ero direttore de La Stampa (fino al 31 Dicembre 2015, ndr), ho dato grande spazio alla politica estera e adesso sto cercando di fare la stessa cosa su la Repubblica, perché ritengo sia fondamentale tenere la testa aperta sul mondo>>.

Come vede il futuro della carta stampata e, soprattutto, su quale evoluzione bisogna puntare?

<<Penso che la carta stampata sopravviverà come una delle piattaforme del sistema informativo per cui, facendo l’esempio de la Repubblica, abbiamo ideato diversi meccanismi di distribuzione. Fondamentale per la carta stampata sarà la capacità di fare approfondimento: solo nella misura in cui questa riuscirà a raccontare contesti diversi, a distaccarsi dalle breaking news e a fare informazione slow, specie difronte ad un mondo che corre a velocità sempre maggiore, riuscirà a vivere>>.

Annunci