Michele Valente |Blog

Blogger e studente di Comunicazione e ricerca sociale. Scrivo di politica ed economia, europea e internazionale, attraverso un'ottica globale dei fenomeni della società.

#ijf16 | Festival Internazionale del Giornalismo

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Come and join us!, questo il motto della decima edizione del Festival Internazionale del Giornalismo 2016

Il mondo dell’informazione e della comunicazione si riunisce a Perugia dal 6 al 10 Aprile per discutere di media e culture digitali, all’insegna dell’innovazione. Un viaggio alla scoperta di un mondo, quello digitale, in continuo mutamento e sviluppo, nei mezzi e nel linguaggio. Durante l’intera manifestazione – nata nel 2006 per volontà di Arianna Ciccone e di Christopher Potter -, incontri, conferenze e presentazioni arricchiranno il dibattito sui temi che intrecciano il mondo della comunicazione, dall’attualità alla cultura, con workshop e mostre ad animare, nei luoghi adibiti alla manifestazione, il centro del capoluogo umbro.

Di seguito il programma completo dell’evento in formato Pdfbrochure_ijf16_ita

Diario di bordo – Mercoledì 6 Aprile

La democrazia e il controllo elettronico di massa nell’era post-Snowden

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Gli incontri di oggi hanno focalizzato l’attenzione sulle nuove dinamiche del fare comunicazione. I diversi dibattiti che si sono susseguiti in città hanno portato ad analizzare l’importanza che i dati ricoprono nell’attuale società, tra il corretto utilizzo di questi, sempre più centrale nel condurre alla veridicità del fatto e la manipolazione che del dato, grezzo o mediato, si può fare a scapito dell’utente, da parte delle multinazionali del settore. Il Festival, nella sua decima edizione, ha reso omaggio e portato nuovamente alla luce i casi di Edward Snowden e Julian Assange, che hanno deciso di denunciare gli illeciti commessi all’Nsa, l’apparato di sicurezza federale Usa (nel caso del tecnico informatico statunitense) e gli scambi di importanti dispense diplomatiche tra diversi Stati (come fatto dal giornalista australiano), rendendo pubblici documenti riservati e protetti. Ragionare su casi come Wikileaks o lo scandalo Datagate risulta fondamentale per capire l’evoluzione e il ruolo della piattaforma comunicativa globale, totale e sempre più completa, capace di permetterci di compiere miriadi di operazioni in breve tempo utilizzando strumenti intuitivi e potenti. Al contrario l’utilizzo continuo e prolungato dei mezzi digitali (accesso ai social media, operazioni di acquisto di beni online) ci espone al rischio di essere intercettati e di non poter garantire la totale riservatezza sui nostri dati personali. L’importanza del giornalista in questo campo è fondamentale: analizzare le informazioni dotandosi di strumenti efficaci per informare il cittadino della Rete è necessario per sviluppare una società digitale consapevole del proprio ruolo, capace di agire nel giusto contro le insidie che un mondo così vasto riserva.

Il caso Regeni: le inchieste, i depistaggi, le verità

Potere, media, strumenti d’indagine e d’inchiesta sono stati anche al centro dell’incontro, fuori programma, che Carlo Bonini e Giuliano Foschini, giornalisti di Repubblica, hanno tenuto sul caso di Giulio Regeni, tra depistaggi e inchieste parallele. IMG_0383.JPGI nuovi strumenti del giornalismo d’inchiesta per far luce sulla verità si sono mostrati incapaci di risolvere molti interrogativi: la rete e i social media non devono essere una scorciatoia, come ha sostenuto da Bonini, ma devono contribuire alla corretta riuscita dell’indagine giornalistica, compiuta su basi tradizionali, dove l’attendibilità della fonti gioca un ruolo primario e fondamentale. Una straordinaria opportunità e una comunità macroscopica la Rete che, tra evoluzione e rischi, è posta sotto analisi in tutti i suoi aspetti. Un mondo in continuo divenire tra vecchi e nuovi modelli che il Festival perugino si propone scandagliare nel dettaglio.

Diario di bordo – Giovedì 7 Aprile

Internet, i nostri diritti

 Diritti e libertà, come agiamo su Internet e quali sono le nostre prerogative? L’intervento curato da Anna Masera, giornalista de La Stampa, che ha collaborato alla realizzazione della Carta dei diritti di Internet, approvata dalla Camera dei Deputati lo scorso 3 Novembre e presentata nella scorsa edizione nel Festival dal presidente della Camera Laura Boldrini. Nell’incontro dal titolo “Internet: i nostri diritti” è intervenuto via Skype il giurista Stefano Rodotà, promotore della Carta di Internet, l’avvocato Guido Scorza, curatore del libro  dall’omonimo titolo e il giornalista de Il Sole 24 Ore, Luca De Biase. Tante proposte fondamentali per creare un codice giuridico della Rete, in grado di tutelare i diritti imprescindibili per il cittadino digitale.

 

Pubblico spreco

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Sarah Varetto, direttore di Sky Tg24 con i suoi ospiti (Yoran Gutgeld, commissario alla spending review; Gianluca Di Feo, vicedirettore di Repubblica; Gian Antonio Stella, firma di punta del Corriere della Sera) ha parlato di sprechi e inefficienze che stritolano l’Italia ormai da decenni, dove le politiche del governo centrale e delle amministrazioni locali sono risultate del tutto incapaci di ovviare ai problemi e agli scandali del settore pubblico. Una lente d’ingrandimento sull’attualità, dalla Sanità alle grandi opere. Una finestra di dialogo che ha permesso di analizzare il ruolo di tramite, tra istituzioni e cittadini, che i media svolgono, denunciando il malcostume e la propensione degli enti pubblici ad impiegare risorse cospicue in progetti di dubbia utilità, privando risorse alla collettività. Un’attenzione, nel corso del dibattito, è stata riservata al ruolo della corruzione e della burocrazia, spine nel fianco della macchina statale: le inchieste giornalistiche hanno scavato a fondo in queste realtà, cercando di fare un servizio chiaro e accessibile per la cittadinanza. Un modo per far avvicinare e coinvolgere lo spettatore o il lettore a tematiche di vitale importanza nella vita civile del Paese.

 

Diario di bordo – Venerdì 8 Aprile

Il giornalismo nell’era post-Web: cosa abbiamo perso, cosa abbiamo conquistato, cosa ci aspetta 

Carola Frediani, giornalista de La Stampa, ha introdotto l’intervento di Hossein Derakhshan, blogger e giornalista iraniano, che ha vissuto tra il 2008 e il 2013 il dramma della prigionia. Uscito dal carcere, Derakhshan ha raccontato l’evoluzione del web e quanto la Rete abbia cambiato prima di tutto i rapporti sociali nella vita reale delle persone, in un tempo assai ridotto. IMG_0408.JPGLa relazione ha sottolineato l’attenzione alle piattaforme come il blogging che si è evoluto profondamente nei primi anni del nuovo millennio, facendo da traino e guidando le novità che hanno aperto all’era post-Web. I nuovi dispositivi mobili hanno favorito questo transizione, portando vantaggi e svantaggi: l’individuo può da un lato creare una proprio status e un suo ecosistema, ma dall’altro sacrifica la propria soggettività in favore di un modello definito “dall’alto”, architettato dalle grandi aziende del settore. Questo meccanismo porta all’estromissione delle “minoranze digitali” che, con la compresenza di mondo reale e telematico, conduce a discriminazioni di carattere sociale. I recenti attacchi terroristici sono un esempio negativo della tirannia della Rete: fenomeni come la radicalizzazione e l’estremismo, religioso e politico, sono capaci di generare forti scissioni interne alla società, partendo dal Web ed incidendo sugli equilibri sociali delle nostre società. La creazione di un nuovo soggetto mediatico tocca e coinvolge anche il giornalismo: i social media, oltre ad essere capaci di captare l’emotività che l’individuo trasmette nel suo uso quotidiano della Rete, concentrano sempre più contenuti editoriali, proposti dai grandi gruppi dell’informazione e controllati dalle piattaforme sociali (Facebook, Twitter ed altri). IMG_0410.JPGIl ruolo dei piccoli produttori di notizie viene quindi messo fortemente a repentaglio, ha sottolineato Hossein Derakhshan, che ha anche sottolineato il rischio di una comunicazione controllata, in grado di influenzare i nostri interessi e tenere sotto controllo il traffico di dati. L’era post-Web, dominata da app e algoritmi, deve allontanarsi per quanto possibile dall’indicizzazione dei motori di ricerca e valorizzare il prodotto della creatività degli individui che, grazie alle molteplici opportunità offerte dal Web, possono contribuire ad un significativo sviluppo della società. La comunità digitale per evolversi, ha concluso il blogger iraniano, deve potersi sviluppare da un punto di vista produttivo e ancor prima umano, ponendo al centro l’esperienza di ogni singolo utente, unico strumento capace di poter imprimere un significativo cambiamento all’attuale modello mediatico e sviluppare dal basso una nuova idea di Web.

Twitter compie dieci anni: quale futuro per la piattaforma che ha rivoluzionato le news?

Il talk, curato da Anna Masera, ha visto protagonista Mark Little, giornalista irlandese e responsabile media di Twitter per l’Europa e l’Africa, che ha spiegato alla platea l’importanza ricoperta dal social media che ha cambiato gli orizzonti del giornalismo, garantendo immediatezza e interazione con la notizia. Twitter, spiega Little, è diventato uno strumento imprescindibile perché garantisce un filo diretto con lo spettatore e il lettore. L’evoluzione digitale che ha investito il settore dell’industria dell’informazione si è potuta concretizzare solo grazie ad uno sviluppo e ad una miglioria completa del sistema Twitter, che oggi include strumenti utili (tra cui Periscope), talvolta indispensabili per i professionisti dell’informazione, grazie ai quali molte notizie possono giungere in tempo reale e alimentare il dibattito online. Quale futuro per Twitter? Un avvenire senz’altro luminoso, ha concluso Little, che crede profondamente nella capacità di poter innovare nei contenuti senza stravolgere le idee di partenza che hanno fatto di Twitter il social media più utilizzato per la diffusione delle news: l’evoluzione decennale del social dai 140 caratteri si intreccia con il mondo dell’informazione, entrambi devono adattarsi all’onda di cambiamento digitale che investe i nostri giorni.

Per ulteriori approfondimenti, contenuti audiovisivi e pareri sul Festival Internazionale del Giornalismo vi invito a seguire il mio account Twitter @Valente_Tweet, Twitter.com/Valente_Tweet, dove troverete molte altre informazioni sull’evento. Per il rivedere il programma completo della settimana, con video ed interviste a speakers e ospiti della manifestazione, vi segnalo il sito web ufficiale festivaldelgiornalismo.com

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